• Partenza dal Rifugio Vittorio Veneto. Piana del Pizzoc
  • Lunghezza: 14,2 km.
  • Tempo di percorrenza: 4 ore 30 minuti
  • Altezza min. e max.: 1344 / 1533 mt.
  • Dislivello: 622 mt.
  • Percorso: impegnativo per lunghezza, facile per altimetria. Riservato a escursionisti allenati.
  • Abbigliamento: tenuta sportiva. Scarpe da trekking.

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Percorso. Il percorso è stato tracciato partendo dal rifugio Vittorio Veneto. Una alternativa è partire da Vallorch. Salire lungo il sentiero F1 e successivamente l’F2 fino alla deviazione a dx. per il sentiero H3. Partendo dal rifugio ci si dirige in direzione Nord lungo la stradina che attraversa la Piana del Pizzoc. Dopo la forcella del Pizzoc (a 700 mt. dalla partenza) si scende lungo la mulattiera in basso e a dx dell’ultima casera inizia il sentiero H3 ( al km. 1,700). Da qui si percorre il sentiero fino all’incrocio con il sentiero F2 (km. 3,300) dove si sale a sx su un tratto piuttosto ripido all’interno di una specie di canyon. Il sentiero si ricongiunge con l’Alta Via n. 6 (km. 3,700) che si percorre svoltando a dx fino alla brevissima deviazione segnalata verso Pian de la Pita (km. 4,200), il balcone sulla Val Lapisina e il lago di Santa Croce.  Tornando sul sentiero principale si continua ancora verso nord svoltando a sx e si prosegue nel bosco fino ad arrivare alla località Le Prese (km. 7,400) caratterizzata da una malga posta al centro di un pianoro destinato al pascolo. Qui si imbocca una strada sterrata e, dopo una inversione a U, si oltrepassa un cancello con una casetta di legno sulla dx. e ci si inoltra nel bosco nella direzione opposta rispetto a dove si era venuti sul sentiero H3 segnalato in basso. Si percorre il sentiero H3 tracciato con il colore rosso sulla corteccia degli alberi e sulle rocce a terra (controllare il percorso). Si ritorna all’incrocio con il sentiero F2 (km. 11,000) e si prosegue ancora lungo il sentiero H3, già percorso all’andata, per sbucare sulla Piana del Cansiglio.

Aspetti storico – naturalistici. Il sentiero Pian del la Pita è stato definito il balcone sulla Val Lapisina per lo stupendo panorama che si ammira dal bivacco omonimo. Il percorso si dirama sempre in mezzo al bosco del Cansiglio, in un addentrarsi tra abeti e faggi di alto fusto in una foresta che al ritorno declina in un saliscendi gradevole che taglia i versanti della montagna con continui cambi di direzione. Al tempo della Serenissima per avere una maggior protezione del bosco venne creato il “mezzomiglio”, un’area esterna larga circa mezzo miglio in cui era ammesso il pascolo, ma non il taglio degli alberi. Ci sono diverse zone denominate “mezzomiglio” in Cansiglio.  Dopo le Prese, in direzione Farra d’Alpago si trova la Malga omonima, luogo di ritrovo e sosta di molti camminatori nella foresta per la sua posizione centrale rispetto a molti sentieri del Cansiglio. Tra le specie che si possono incontrare ricordiamo il giglio Martagone e i numerosi narcisi.

Accoglienza e ristorazione: sul Pizzoc Rifugio Vittorio Veneto e Agriturismo Le Crode.

 

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