Sonego

Sonego è una pittoresca borgata situata a 425 metri da altezza sulla sponda sinistra dell’area a valle del Carron, ai piedi del Pizzoc, in una amena e fertile conca circondata dai Piani (835 m.) e dal Col Ronc (736 m.) nella fascia nord e dal Monte Castello (465 m.) e Col Meneguz (475 m.) nella parte meridionale. La parte vecchia è costituita da case di antica costruzione, una prospiciente la piazza reca all’interno sul muro la seguente iscrizione aperta “ 7 giugno ano MDCCLXXXIII Dom. Michiel”. Le case presentano ancora in buona parte la tradizionale tipologia in pietra a vista, le une addossate le altre per evidenti ragioni di economia di spazio, separate dal tipico “matonà”, oppure collegate da caratteristici portici; la parte più recente tende ad espandersi in periferia verso Sud attorno alla chiesa nuova, mentre quella vecchia, inglobata nel borgo, e ora adibita ad abitazione privata.

Fratte

La borgata delle Fratte, un toponimo di derivazione antica che ci richiama la particolare funzione difensiva esercitata in passato da questo luogo di accesso all’abitato sovrastante di Fregona, sorge lungo la sponda sinistra del torrente Carron, vicino al territorio di Cappella Maggiore. Il centro ideale, nel quale ama riconoscersi la comunità delle Fratte, è costituita dalla chiesetta settecentesca di San Giusto, che si trova in bella vista sul piazzale antistante la villa dominicale ex Altan-Pancetti, che alcuni anni fa è stata ricostruita nel rispetto delle eleganti linee architettoniche originali.

Il notevole patrimonio storico ed artistico era presente è testimoniato dalla iscrizione in latino della lapide murata nella facciata sopra il portale che riporta un “vetus sacellus prope cast. Charoni D. Justo dicatum”, ossia un vecchio oratorio dedicato a San Giusto che esisteva ad un centinaio di metri di distanza dal castello del Carron. Si trattava sicuramente della “Cappella S. Justi”, nominata nella bolla ricordata sopra, assieme alla “Cappella S. Martini”, al “Castro de Caron” e alla “curtem de Fregona”, tra i possedimenti spettanti nel 1185 alla giurisdizione civile del vescovo conte di Belluno.

Osigo

OsigoOsigo è la più popolosa frazione del comune di Fregona, situata su un terrazzo alluvionale e torrentizio, ai piedi del colle Pravinera (647 metri s.l.m.) e San Daniele (451 m.), solcato ad ovest dal torrente Bordon e ad est dal torrente Vizza.

Sotto il profilo storico-artistico, la testimonianza più interessante è la chiesa parrocchiale, dove è conservato il capolavoro di Francesco da Milano, oltre ad altre pregevoli opere risalenti tra la fine del 1500  e gli ultimi anni del 1700. All'esterno della chiesa, verso nord-est, si impone per la sua mole maestosa il campanile dalla armonica cella campanaria a bifore, bene rilevata dagli sporgenti cornicioni, e dall'ardita cuspide, che richiama da vicino la struttura del campanile di Serravalle, a sua volta modellato su quello celebre di San Marco a Venezia.

Osigo è contornata da numerose colline coperte da vigneti di Presecco, Boschera e Verdiso, che vengono usate per la produzione del torchiato. In località Col, a sud del Borgo Luca, è conservato un vecchio torchio, con il quale veniva spremuta l’uva passita, da cui si ricavava il rinomato omonimo vino. In via Castagnola, a sud del centro di Osigo, è stato recentemente edificato il centro di appassimento del torchiato.

Piai

Salendo dal lato ovest del municipio in direzione Nord si incontra l’antica borgata di Piai, sovrastata verso nord-est dai ruderi del castello dei Da Camino, dai quali trae probabilmente le sue lontane origini, quando ai suoi piedi cominciarono a sorgere le prime abitazioni in muratura dei contadini che, in caso di scorrerie, trovavano nel castello un rifugio sicuro.

Delle rovine del castello è interessante ricordare le parole di Zangiacomi “quelle *rovine possono evocare alla nostra immaginazione quella età rude e battagliera, quando di continuo si udiva fragore delle lance spezzate contro le corazze d’acciaio e il rumore delle spade incrociate in duelli mortali.“

Ciser

A nord-ovest di Piai, con le case sparse di Piadera, si trova la piccola borgata Ciser, situata su un ameno pendio della parte orientale della costa di Serravalle ai piedi della teleferica dell’Italcementi, oggi abbandonata. Da notare il piccolo oratorio posto a fianco della fontana e prospiciente la piazzetta. Attraverso l’abitato di Ciser, composto da case in pietra con sassi a vita finemente ristrutturate, è tracciato il sentiero che da Osigo porta in Piadera sopra Vittorio Veneto, denominato “via delle acque”, caratterizzato da magnifici scorci panoramici.

Breda

Breda è un piccolo borgo situato a Ovest della borgata di Piai, lungo il versante meridionale del Monte Castello e della cosiddetta Costa di Fregona che porta direttamente alla città di Vittorio Veneto. A Breda sono si possono ammirare le grotte del Caglieron considerate, anche per l’affluenza di pubblico, uno degli spettacoli naturali più belli di tutta la provincia.

A Breda, all’uscita delle Grotte del Caglieron, come al lato sud della strada che da Fregona porta a Osigo, sono conservati due suggestivi mulini risalenti al 1500, adibiti rispettivamente a ristorante e bed & breakfast, che sono una testimonianza della febbrile attività di macinazione del grano che sfruttava le risorse idriche del territorio. All’interno del mulino di Breda è murata una lapide che porta la data “1549 ADI 7 Novembrio”.

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