Il Cansiglio è un altipiano delle Prealpi Carniche che copre una vasta area a cavallo delle provincie di Belluno, Treviso e Pordenone ai cui piedi si estende la pianura veneto-friulana ed è delimitata dalla regione dell’Alpago (a nord), dal monte Cavallo (a est) e dalla Val Lapisina (a ovest).

La formazione di questa montagna risale a oltre 80 milioni di anni fa (Cretaceo superiore), quando la zona era coperta da un mare poco profondo, dal quale spuntavano alcune isole dove piccoli animali e vegetali (molluschi, coralli, spugne, alghe, etc.) prolificavano a tal punto che formavano una barriera calcarea, oggi riconoscibile dalla varietà di fossili rilevata in una fascia larga circa 1 km che taglia il territorio in direzione Nord-Est Sud-Ovest.

L’altipiano del Cansiglio è stato interessato dal fenomeno del carsismo, un fenomeno geologico causato dalla lenta dissoluzione del carbonato di calcio presente nelle rocce di natura calcarea che hanno subito delle fratture più o meno rilevanti a causa delle sollecitazioni tettoniche.

Nell’altipiano si concentrano infatti un numero di doline e inghiottitoi in superficie e di voragini in profondità, tra le quali spiccano il Bus de la Lum (187 metri di profondità) e il Bus della Genziana (587 metri). L’accumulo di materiale impermeabile e argilloso nel fondo delle doline e la saturazione del sottosuolo nei periodi piovosi ha trasformato le doline in piccoli specchi d’acqua chiamati “lame”.

L’altipiano si presenta con una forma caratteristica di un grande catino, circondato da rilievi, tra cui il monte Millifret (1.577 m) e il monte Pizzoc (1.565 m) nel comune di Fregona. Con il fenomeno dell’inversione termica, la parte centrale dell’altipiano si è trasformata in una vasta conca, coperta quasi esclusivamente da prati e usata per il pascolo. Con il disboscamento questa area è stata ampliata nel corso degli anni, raggiungendo una superficie molto vasta.     

La foresta che si sviluppa ai lati di questa grande conca ed è caratterizzata nella fascia dai 1100 ai 1400 metri di altitudine prevalentemente dalla presenza di faggi imponenti (Fagus sylvatica), con fusti colonnari alti anche trenta metri. È soprattutto nella parte meridionale, quella che ricopre le pendici del monte Pizzoc e del monte Millifret che questa faggeta trova la sua espressione migliore, con un gioco di splendidi colori che varia con il mutare delle stagioni. A quote più basse, dove per effetto dell’inversione termica le temperature sono più rigide, il faggio si associa all’abete bianco (Abies alba) e all’abete rosso (Picea excelsa).

La foresta del Cansiglio rivestì un’enorme importanza economica al tempo della Serenissima: la faggeta fu impiegata principalmente nella produzione di remi, legname da opera e carbone. Nel 1548 il Consiglio dei Dieci sancì che la foresta del Cansiglio diventasse il “Gran Bosco de Reme di San Marco” riservandola per la produzione di remi per le galere e di legname per l’’arsenale nominando un Capitano Forestale e istituendo le Compagnie dei remieri che avevano il compito del taglio delle piante e della gestione del bosco e della forgiatura dei remi. 

Flora

Nel sottobosco della foresta del Cansiglio crescono specie vegetali che tollerano l’ombra: le felci, l’anemone dei boschi (Anemone nemorosa), l’elleboro verde (Helleborus viridis), l’acetosella (Oxalis acetosella), formando un bosco misto che in marzo viene pervaso dall’intenso profumo del fior di stecco (Daphne mezereum), piccolo arbusto dai fiori vivacemente colorati. Gli spazi aperti, invece, sono punteggiati dai variegati colori delle fioriture stagionali: suggestiva quella primaverile di genziane (Gentiana verna, Gentiana Clusii) e di crochi (Crocus albiflorus).

Il patrimonio floristico del Cansiglio ha suscitato un profondo interesse nei botanici. La montagna del Cansiglio durante le glaciazioni rimase sgombra dalla spessa coltre di ghiaccio, offrendosi come rifugio alla flora e favorendo la sopravvivenza di specie endemiche come il geranio argenteo (Geranium argenteum). Di notevole interesse sono gli ambienti umidi (lame, torbiere) che per la loro fragilità ed importanza scientifica sono tutelati dalla legge.

Fauna

Nel Cansiglio vivono molte specie animali. Il cervo (Cervus elaphus) è la specie più rappresentativa. È presente soprattutto nella parte nord-orientale dell’altipiano. Utilizza Valmenera come sito dei combattimenti tra i maschi durante il periodo degli amori e le pendici orientali esterne al bosco come principale luogo di svernamento. Il capriolo (Capreolus capreolus) è molto diffuso ed è facile osservarlo, all’imbrunire, pascolare nelle radure. È segnalata inoltre la presenza del daino (Dama dama), una specie non autoctona introdotta in passato dall’uomo, della lince (Felis lynx), mentre si sono trovate le tracce di incursioni nella foresta da parte dell’orso bruno (Ursus arctos).

Altri mammiferi presenti sono la lepre comune e la lepre alpina; lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), legato ai boschi di abete rosso dei cui semi si alimenta, il ghiro (Glis glis) e altri animali dalle abitudini crepuscolari e notturne, come la martora e la faina (Martes martes, M. foina), il tasso (Meles meles) e la donnola (Mustela nivalis). L’unico rappresentante dei canidi è la volpe (Vulpes vulpes), che si può incontrare al suo rientro dalla caccia notturna alla tana, scavata sovente presso doline e piccoli inghiottitoi.

L’habitat del Cansiglio è particolarmente favorevole per la presenza di specie avicole, tanto che è praticamente impossibile fare un elenco completo. Numerose sono le specie stazionarie vanno ricordati il fringuello, la cornacchia grigia e la ballerina bianca nelle zone aperte; la ghiandaia, il cui urlo rauco è facilmente udibile, le cince (mora e dal ciuffo), i rampichini, il ciuffolotto il crociere, il fiorrancino il regolo, il pettirosso e codibugnolo nelle zone boscose, mentre cardellino, venturone, merlo, tordela, ,merlo dal collare preferiscono il margine del bosco. Diversi sono i picchi presenti: il picchio nero, il picchio rosso maggiore e quello verde. Innumerevoli sono i passeriformi. Fra le specie migratrici si possono avvistare alcuni anatidi come il germano reale e la marzaiola e in estate l'allodola, lo stiaccino, lo storno, il prispolone, il codirosso spazzacamino; lo scricciolo, la capinera, l'averla piccola, e tanti altri ancora. Tra i rapaci i più comuni sono la poiana, il gheppio, l’astore e lo sparviere, l’allocco, la civetta nana, la civetta capogrosso e il gufo reale, mentre è segnalata la presenza dell’aquila reale (Aquila chrysaetos).

I rettili sono piuttosto rari ed è difficile incontrarli nel bosco. Nei pianori carsici al di sopra di questo, per esempio la zona del Col dei Scios o sul Monte Pizzoc, si posso incontrare la vipera, il ramarro e la lucertola vivipara. Il saettone, la biscia dal collare, l'orbettino prediligono invece le radure erbose ed umide, ma si possono trovare anche al margine del bosco.

Infine, la presenza del bosco, di un'elevata umidità e di acqua stagnante nelle lame sono fattori estremamente favorevoli alla vita degli anfibi. Molto comuni sono i tritoni, alpestre e cristato, che vivono in acqua, la salamandra nera, la rana temporaria e la rana verde.

Questo sito utilizza i cookies per garantire una migliore esperienza d'uso. Continuando la navigazione, acconsenti all'uso di questi ultimi.