Sull'altipiano del Cansiglio si è stanziata, a partire dalla seconda metà del 1700 , una comunità di origine cimbra, proveniente dall'Altopiano di Asiago. Quattro ceppi familiari (Azzalini,Bonato, Gandin e Slaviero) si spostarono dal villaggio di Roana nella Foresta del Cansiglio quì "chiamati dall'Arsenale della Serenissima a "tagliar doghe di faggio".

Circa l'origine e la provenienza ancora incerta di questo popolo, si dice che esso appartenesse ad una leggendaria tribù di guerrieri che popolava le rive del Mar Nero. Essi risalirono il corso del Danubio e si spostarono prima verso il Nord d‘Europa e poi, intorno al VII secolo a.C. iniziarono ad emigrare verso Sud. Qualche secolo dopo, nel 101 a.C., furono sconfitti da Mario al Campi Raudii, dopo di che trovarono rifugio in Baviera. Con l’avvento del Sacro Romano Impero, approfittando di concessioni di favore rilasciate dai vescovi conti, si spostarono nelle terre dell’Alto Adige e da queste terre, sempre per concessioni vescovili, molte famiglie si stabilirono sugli Altipiani di Asiago e su quelli veronesi dell'alta valle d'Illasi, dando origine ai sette comuni cimbri vicentini, e ai tredici comuni cimbri della Lessinia. In alcune di queste contrade (Mezzaselva, Roana, Giazza) si parla ancor oggi l’antica lingua dei padri cimbri, un idioma alto medioevale di origine germanica. 

I Cimbri del Cansiglio prosperarono grazie al lavoro di boscaioli e soprattutto scatoleri (costruttori dei cosiddetti scatoi, contenitori cilindrici in legno di faggio di uso molto diffusi a quei tempi). Per barattare i loro prodotti artigianali, i Cimbri scendevano a valle lungo la vecchia strada remiera, che dai villaggi posti attorno alla Piana del Cansiglio, scendeva a Fregona attraverso Cadolten per raggiungere i paesi pedemontani del circondario.

Antonio Caccianiga, Podestà di Treviso, ci raccontò cosa vide salendo in Cansiglio nel 1867.

Cimbri ScatoletiLa via era animata da un continuo passaggio di donne che scendevano il monte, curvo il dorso sotto le gerle cariche di carbone, o salivano a raccogliere le fragole ed i lamponi del bosco... attraversammo i verdi pascoli che fiancheggiano la strada “remiera”…. e attraversando la macchia scendemmo nella valle Fontanaboi, ove si trova una sorgente ed una capanna che serve d’alloggio ad una famiglia di scattolai. L’interno è composto di una cucina che serve anche di fabbrica, e di una camera da letto … il focolare non ha fumaiolo, il fumo sorte per la porta, per le finestre, per le fenditure delle pareti e del tetto…In proporzioni più modeste, anche i carbonai che esercitano il loro mestiere in vari punti del bosco innalzano bizzarre catapecchie… i proventi del Cansiglio derivano dalla vendita della legna da lavoro e da fuoco, dal carbone, dalle traversine (sleeper) che vengono fornite alle strade ferrate, e dalle manifatture degli scattolai “cimbri”, che trovano smercio nelle vicine provincie, e si spediscono da Venezia per l’Algeria, le Isole Jonie ed Alessandria d’Egitto.

Le case cimbre, di modeste dimensioni e molto spartane, presentano pareti a tronchi sovrapposti agli angoli a "block bau" per dare stabilità alla struttura e poggianti su un muretto di pietre a secco. Questa tecnica molto antica e consolidata, è tuttora in voga nei paesi alpini di area germanofona. Il tetto è l'aspetto più originale delle abitazioni; a due spioventi e molto pendenti, era ricoperto sia di trucioli della lavorazione artigianale degli "scatoi", che di assicelle di abete dette "scandole". Nelle abitazioni del secolo scorso, riedificate in muratura, vi è agli apici degli spioventi un smusso tipico delle abitazioni tedesche

Di queste abitazioni piccole e semplici e dai tetti aguzzi ci dà testimonianza il Prof. Giovanni Marinelli, ospite della locanda di Timoteo Slaviero nel villaggio cimbro di Canaie vecio nel 1876.

"In breve, fra gli alberi ecco spunta un comignolo acuto, indi un altro ed altri ancora. - Canaje- annuncia la guida e ponemmo il piede nella prima casa,... Ho detto: ponemmo il piede e va bene. Però non fu si facile porvi dentro la persona, tanto quella casa era piccina... La casupola non aveva la facciata larga tre metri e su questa faccia v'erano intagliate una porta e una finestra. Lo spazio interno era occupato; primo, da un focolare; secondo da una tavola pulitissima di legno bianco; terzo da un paravento; quarto da un secchiaio; quinto da parecchie sedie e sgabelli di faggio. Era la cucina, il tinello, la sala, il salotto e per poco anche la camera da letto."

Da vicino, sembra un mantello capace di proteggere ed avvolgere l'intera casa in un caldo abbraccio protettivo; da distante, l'insieme di questi tetti aguzzi riproduce la foresta di conifere che spesso si staglia sullo sfondo del paesaggio.

I villaggi cimbri dell'altopiano sono Vallorch e Le Rotte, situati nel comune di Fregona, Pian dei Lovi, Canaie Vecio, Pian Canaie e Valbona nel comune di Tambre; Campon, Pian Osteria e Pich nel comune di Farra d'Alpago.

Attualmente i villaggi sono composti da poche abitazioni e di essi due (Campon, Pian Osteria) sono stabilmente abitati, mentre gli altri sono occupati prevalentemente nella stagione estiva. Vi sono alcuni ristoranti tipici della cucina cimbra.

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